In una prima fase, la banca raccoglie direttamente dal cliente

informazioni dettagliate su alcune sue caratteristiche. Sulla base di

algoritmi statistici queste informazioni si traducono nel rating

assegnato al cliente . Infine, la banca utilizza i dati storici

sui crediti in sofferenza relativi a debitori distinti per classe di rating,

al fine di stabilire la frequenza con cui i soggetti appartenenti alla

medesima classe del richiedente hanno in passato manifestato

difficoltà a onorare le scadenze.

Le informazioni raccolte dalle banche comprendono di norma le

caratteristiche sia quantitative che qualitative dell’impresa. Anche

se la gran parte di queste informazioni sono sempre state raccolte

per la realizzazione dell’istruttoria di fido, nel nuovo contesto

incentrato sull’utilizzo del rating, numerose banche sottoporranno

la stessa informativa ad un’analisi più completa e sistematica.

Le informazioni quantitative sulle PMI provengono di norma dai

bilanci e/o dalle relazioni annuali. E’ inoltre molto frequente che le

banche richiedano la documentazione fiscale, o anche i piani

d’impresa. I fattori quantitativi principali che le banche estrapolano

da questa documentazione sono valori contabili e indici di bilancio.

Secondo l’indagine che si è condotta :

il 75% delle banche medie e grandi considera l’indebitamento una componente “importante”, o “molto

importante” del rating;

il 50% attribuisce la stessa importanza alla liquidità e alla

redditività.

 

La raccolta di informazioni qualitative comporta spesso incontri

diretti con il cliente, durante i quali le banche tentano di valutare

se la PMI sia ben gestita. Secondo un’indagine:

circa il 50% delle banche rispondenti medie e grandi ritiene la qualità del management della PMI una componente

“importante”, o “molto importante” del rating.

I due fattori successivi in ordine d’importanza, anche se

molto distanziati rispetto alla qualità del management, sono

la situazione di mercato della PMI e la sua forma giuridica.

All’interno di un sistema di rating l’importanza dei fattori qualitativi

dipende dalla dimensione dell’impresa e dall’entità del prestito

richiesto. In generale i fattori qualitativi hanno una maggiore

incidenza sul rating nel caso di PMI più grandi o di prestiti più

consistenti.

Quanto maggiore è la dimensione della PMI e/o l’importo del

prestito richiesto, tanto più ampie saranno le informazioni che

occorrono di norma alla banca per l’attribuzione del rating.

Le informazioni raccolte dalla banca per trattare le richieste di

credito delle imprese in fase d’avviamento sono sostanzialmente

diverse, perché in tali circostanze mancano i dati finanziari storici.

In questi casi circa il 60% del rating si basa su fattori qualitativi: sono considerate informazioni

essenziali i piani d’impresa, le referenze dei dirigenti e il loro grado di competenza finanziaria.

I rating nel processo di affidamento bancario

I rating svolgono un ruolo sempre più importante nella relazione tra

la banca e le imprese che richiedono credito. Questo capitolo

spiega che cosa si intende per rating, e come le banche lo

utilizzano nel processo di affidamento bancario. La comprensione

dei principi che stanno alla base dell’assegnazione del rating,

aiuterà le PMI ad adattarsi alla diffusione della cultura del rating.

2.1. Che cos’è un rating?

Per rating si intende una valutazione dell’affidabilità creditizia di un

debitore, cioè la probabilità che rimborsi il suo debito.

Vi sono due tipi di rating, esterni e interni.

I rating esterni vengono attribuiti da agenzie specializzate.

Un rating esterno si giustifica solo nel caso di imprese

abbastanza grandi, che emettono obbligazioni e altri valori

mobiliari sul mercato dei capitali.

I rating interni vengono attribuiti dalle banche ai propri

richiedenti credito. Poiché il rating interno è particolarmente

significativo per le PMI, su di esso si concentrerà la parte

che segue.

Per attribuire i rating interni le banche richiedono informazioni ai

propri clienti. Molti intermediari creditizi acquisiscono informazioni

finanziarie (e di altro tipo) sui propri clienti anche da agenzie

private, e se ne servono per alimentare i propri sistemi di rating.

Il rating è una valutazione sintetica del profilo di rischio

dell’impresa, che riassume le informazioni qualitative e quantitative

a disposizione della banca. Queste informazioni sono confrontate

con i dati storici relativi ai soggetti precedentemente affidati e alla

loro capacità di rimborsare i prestiti negoziati.

L’attribuzione dei rating si basa su dati storici.

Il diffondersi della cultura del rating cambia la relazione PMI banche

Le banche, tradizionalmente il principale canale di finanziamento

delle PMI, tenderanno nel prossimo futuro a svolgere questo ruolo

secondo modalità che vanno progressivamente evolvendosi,

circostanza questa, che pone banche e imprese difronte alla

necessità di confrontarsi costruttivamente con le mutate condizioni

di accesso al credito bancario.

Lo sviluppo delle tecniche di gestione del rischio, accompagnato

da trasformazioni strutturali dell’economia, hanno indotto le banche

a concentrare la propria attenzione sulla misurazione e la gestione

dei rischi, nonché sulla propria adeguatezza patrimoniale rispetto a

questi rischi.